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| Gian
Lorenzo Bernini, L' APOLLO E DAFNE |
Gian
Lorenzo Bernini fra il 1622 e il 1625 realizzò, per il cardinale Scipione
Borghese, il capolavoro in marmo di Carrara
che ha, come soggetto, la metamorfosi della
ninfa Dafne, inseguita da Apollo, in alloro.
Ancora oggi l'opera è visibile a Villa
Borghese in una collocazione leggermente diversa
da quella originale, sopra ad un piedistallo
realizzato nel corso del XVIII secolo.
Il gruppo di Apollo e Dafne, tuttavia, mantiene
un fascino straordinario, soprattutto nella
figura di Dafne che, in parte, è ancora
fanciulla, in parte, è già albero,
trasformatasi per sfuggire alle incalzanti
richieste amorose del dio Apollo, come narra,
nelle sue "Metamorfosi", il poeta
Ovidio, nato a Sulmona nel 43 a.C.
Dafne, impaurita dall'irruenza del Dio, chiede
di abbandonare le sembianze che le hanno causato
tanta sventura e si tramuta in una pianta di
alloro: i capelli diventano fronde, i piedi
radici e Bernini, nella sua scultura, riesce
a tradurre perfettamente lo slancio poetico
di Ovidio. Dal momento della metamorfosi, l'alloro
diverrà per sempre un albero
sacro ad Apollo.
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| Antonio
Canova, PAOLINA BORGHESE
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Antonio
Canova utilizzò spesso, per le proprie
opere, marmo bianco di Carrara, particolarmente
adatto, con il suo candore, alla creazione
di sculture piene di grazia e di armonia.
Fra le opere di rilievo ricordiamo, per esempio
la splendida Paolina Borghese scolpita dal
Canova fra il 1805 e il 1808.
Dopo un lungo studio sul soggetto, Canova
realizzò il modello in gesso, che sarebbe
servito ai collaboratori per la sbozzatura
dell'unico blocco di marmo utilizzato per
il capolavoro. Le rifiniture, ovviamente,
furono apportate dallo stesso Canova, che
sapeva conferire alla dura materia uno straordinario
effetto di fluidità e morbidezza.
La voluttuosa immagine di Paolina Borghese
fece scandalo, in tempi in cui non era certo
comune vedere il corpo nudo di una nobildonna,
ma la grazia delle sue forme ancora oggi ne
fa una delle opere più ammirate dell'artista,
esposta a Galleria Borghese a Roma. |
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